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Palma di Montechiaro, detta anche la “Città del Gattopardo”, fu possedimento della famiglia Tomasi di Lampedusa, dalla quale discendeva lo scrittore autore di uno dei romanzi italiani più importanti del ‘900. La storia di questo paese risale alla fondazione del castello alla metà del ‘300, ma è da quando vi arrivò la famiglia Tomasi di Lampedusa che Palma di Montechiaro viene ridisegnata e riedificata su progetto del ragusano Giovan Battista Odierna, astronomo e arciprete cui si deve appunto la risistemazione secentesca dell’abitato.

Da Vedere in zona

Il Castello Chiaramonte, fondato nel 1358 per volere di Federico III Chiaramonte, Conte di Modica, passò poi alla famiglia Tomasi nel 1580. Oggi di esso rimane soltanto limponenete struttura, ubicata in uno dei posti più suggestivi ed estremamente scenografici dell’intero agrigentino: a picco sul mare, dove è possibile vedere tutto il paesaggio circostante, mentre sono andati per sempre perduti i sontuosi interni.

La Torre di San Carlo, fatta costruire dai Tomasi nel 1639.
Il Palazzo Ducale o Palazzo del Gattopardo, edificato tra 1653 e 1659, conserva intatti i bellissimi soffitti cassettonati.
La Chiesa Madre, risalente al 1666 e dedicata a Maria Santissima del Rosario, conserva la facciata barocca contornata da due torri campanarie sormontate da cupole a bulbo di derivazione araba.

Il Monastero delle Benedettine, costruito tra il 1653 e il 1659, uno degli ultimi monasteri di clausura di tutta la Sicilia.

Enogastronomia
Le tipicità del luogo sono i dolci di pasta mandorla chiamata “Pasta Reale”, la pasta con le sarde e il finocchio selvatico, il riso al forno con pollo e cannella, piatto tradizionale della notte di Natale per questo chiamato appunto “Riso di Natale”.
I vini autoctoni di questi luoghi sono invece il Nero d’Avola e bianchi e rossi locali.

Palma di Montechiaro, detta anche la “Città del Gattopardo”, fu possedimento della famiglia Tomasi di Lampedusa, dalla quale discendeva lo scrittore autore di uno dei romanzi italiani più importanti del ‘900. La storia di questo paese risale alla fondazione del castello alla metà del ‘300, ma è da quando vi arrivò la famiglia Tomasi di Lampedusa che Palma di Montechiaro viene ridisegnata e riedificata su progetto del ragusano Giovan Battista Odierna, astronomo e arciprete cui si deve appunto la risistemazione secentesca dell’abitato.

 

Da Vedere in zona

Il Castello Chiaramonte, fondato nel 1358 per volere di Federico III Chiaramonte, Conte di Modica, passò poi alla famiglia Tomasi nel 1580. Oggi di esso rimane soltanto limponenete struttura, ubicata in uno dei posti più suggestivi ed estremamente scenografici dell’intero agrigentino: a picco sul mare, dove è possibile vedere tutto il paesaggio circostante, mentre sono andati per sempre perduti i sontuosi interni.

La Torre di San Carlo, fatta costruire dai Tomasi nel 1639.
Il Palazzo Ducale o Palazzo del Gattopardo, edificato tra 1653 e 1659, conserva intatti i bellissimi soffitti cassettonati.
La Chiesa Madre, risalente al 1666 e dedicata a Maria Santissima del Rosario, conserva la facciata barocca contornata da due torri campanarie sormontate da cupole a bulbo di derivazione araba.

Il Monastero delle Benedettine, costruito tra il 1653 e il 1659, uno degli ultimi monasteri di clausura di tutta la Sicilia.

Enogastronomia
Le tipicità del luogo sono i dolci di pasta mandorla chiamata “Pasta Reale”, la pasta con le sarde e il finocchio selvatico, il riso al forno con pollo e cannella, piatto tradizionale della notte di Natale per questo chiamato appunto “Riso di Natale”.
I vini autoctoni di questi luoghi sono invece il Nero d’Avola e bianchi e rossi locali.

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